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L'educazione tra pari è un
concetto molto diffuso spesso utilizzato per indicare
cose diverse: un approccio, un tipo di comunicazione,
una metodologia, una filosofia e una strategia.
E' un concetto che deriva dall'inglese peer
education, dove con il termine peer
si intende "una persona che si trova allo stesso
livello di altre persone; un individuo che appartiene
allo stesso gruppo sociale facendo riferimento all'età,
al livello di istruzione o allo status
sociale". Il termine educazione si riferisce
allo sviluppo dell'individuo, alla formazione o
alla persuasione o alla conoscenza che deriva da
un processo educativo.
In pratica nell'educazione tra pari i membri di
un certo gruppo sociale sono coinvolti in attività
volte a influenzare gli atteggiamenti e i comportamenti
del gruppo su alcune tematiche. I pari educano i
pari, migliorando l’efficacia del processo
e degli esisti educativi perché in possesso
dello stesso patrimonio linguistico, valoriale e
rituale. Di conseguenza, l’interazione faccia
a faccia tra pari, essendo meno inibente e più
immediata, è avvertita come meno giudicante.
L'educazione tra pari è spesso utilizzata
per promuovere il cambiamento a livello individuale
attraverso la modificazione della conoscenza, degli
atteggiamenti, delle opinioni e infine dei comportamenti
dell'individuo.
Questa metodologia è una valida opportunità
perché rende protagonisti i ragazzi in un
percorso di promozione del benessere socio affettivo
per sé e per i coetanei. |
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Destinatari intermedi
Gruppi di giovani "promotori di salute"
(peer educators) di età compresa
tra i 15 e i 18 anni. Destinatari
finali
Giovani del territorio dove si sviluppa il progetto. |
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1. Definizione del gruppo
di lavoro (team) e individuazione dei promotori
di salute (3 mesi).
presa di contatto e pubblicizzazione dell'iniziativa
con le strutture istituzionali
contatto e formazione educatori conduttori
contatto con i giovani (scuole, laboratori di
inserimento professionale, associazioni, ecc.)
colloqui con i giovani interessati
creazione in ogni realtà territoriale di
uno gruppo di giovani
definizione degli spazi fisici dove i gruppi possono
svolgere le loro attività (comune, circoscrizione,
associazioni, ecc.) 2. La formazione
dei promotori di salute (5 mesi)
presentazione obiettivi del progetto (perché
siamo noi qui?)
attese e aspettative dei partecipanti (perché
siete voi qui?)
giochi di ruolo
il contratto del gruppo: impegno personale, gestione
dello spazio, del tempo, delle attrezzature e dei
materiali, i ruoli dei partecipanti (conduttore,
osservatore, assistente), definizione delle regole
del gruppo
brainstorming (alcol/droga)
elaborazione di una mappa di temi (effetti/rischi,
legalità, emarginazione, cause, pregiudizi,
piacere, soggetti coinvolti, situazioni di rischio,
ecc.) che comporta una prima traccia degli argomenti
da esplorare e del percorso formativo
organizzazione attività di autoformazione
e di formazione (eventuale suddivisione in piccoli
gruppi)
consultazione materiali ( cd-rom, Internet, libri,
articoli, documenti)
attività di gruppo (discussione, scambio
di esperienze, incontri con "esperti")
condivisione di temi
3. I progetti di prevenzione dei promotori di salute
(10 mesi)
discussione nei gruppi sui contenuti, sulle motivazioni,
sugli spazi e sui linguaggi possibili di un'attività
di prevenzione tra pari (compagni di scuola, gruppi
marginali, compagni di divertimento, ecc.)
definizione attività
scambio di esperienze tra i gruppi operanti nelle
diverse realtà territoriali
presa di contatto con le istituzioni (scuole,
circoscrizione, locali, ecc..)
simulazione degli interventi
attuazione dei progetti di sensibilizzazione e
di prevenzione: organizzazione di due concerti,
realizzazione di un cortometraggio su giovani, alcol
e droghe, realizzazione di un fumetto originale
sui temi del progetto e di 3 pieghevoli informativi
(la cannabis, l’ecstasy, l’alcol).
Inoltre tutti i gruppi del progetto hanno promosso
incontri con gli studenti del biennio di alcune
scuole superiori della propria città.
Le iniziative nelle scuole hanno visto il coinvolgimento
di 280 ragazzi tra i 15 e i 16 anni. La partecipazione
ai concerti è stata di circa 500 persone
a Torino, mentre a Cuneo sono passate più
di 2000 persone di cui, si può ragionevolmente
pensare, che il 10% sia venuto in qualche modo in
contatto con i “promotori di salute”
o con i materiali informativi disponibili. |
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Prima di dare inizio a un’attività
di educazione tra pari è bene:
verificare la reale disponibilità dei ragazzi
ad aderire al progetto
definire gli spazi fisici dove i gruppi possono
svolgere le loro attività e attrezzarli con
appositi strumenti operativi (computer, stampante,
collegamento internet, ecc…)
definire e pianificare il tempo a disposizione
prepararsi a dover affrontare domande “difficili”
del tipo: “Ti sei mai ubriacata/o?”
“Quanto bevi a cena?” “Ti sei
mai fatto una canna”, “Conosci qualcuno
che usa sostanze?” ecc… |
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| “Ascolta ho qualcosa
da dirti” ha avuto una durata di
due anni. Dalla valutazione emerge che un progetto
di questo tipo dovrebbe prevedere un’attenta
definizione dei tempi per evitare dispersioni o
tempi con basso livello di coinvolgimento. L’attivazione
e la realizzazione di un progetto di educazione
tra pari richiede comunque un tempo minimo di un
anno. |
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Stanza dotata di:
almeno una postazione multimediale (PC, stampante,
modem, scanner);
materiali informativi in consultazione: cd-rom,
libri, documenti, pieghevoli, videocassette, ecc…
Il luogo di incontro dovrebbe trovarsi preferibilmente
fuori da ambienti troppo connotati come sociosanitari. |
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Nella valutazione di un progetto
di educazione tra pari occorre “misurare”
sia le attività e i cambiamenti avvenuti
nel corso del progetto (indicatori di processo)
sia i risultati. Indicatori di
processo
aspetti affettivi e relazionali (motivazioni,
capacità di relazione, spirito di gruppo,
coinvolgimento)
aspetti cognitivi (conoscenza dei temi proposti,
elaborazione di un pensiero critico)
aspetti organizzativi (definizione di obiettivi
generali e specifici, pianificazione delle attività,
tempo dedicato alla formazione, utilizzo delle risorse
umane ed economiche)
criteri di scelta dei promotori di salute
caratteristiche della formazione e dell’autoformazione
(argomenti trattati, richieste specifiche, fonti
consultate)
caratteristiche delle iniziative di prevenzione
primaria sviluppate nelle diverse realtà
territoriali (originalità delle idee, attivazione
di sinergie con le risorse territoriali, effetto
moltiplicatore)
partecipazione agli incontri del gruppo, abbandoni
e nuovi ingressi
coinvolgimento di altri soggetti del territorio
(scuola, associazioni, enti pubblici)
Indicatori di risultato
Per i giovani dei gruppi di lavoro:
percezione dei problemi legati alle sostanze
psicoattive
conoscenza dei temi connessi all'uso e all'abuso
di sostanze psicoattive
Per le iniziative di educazione tra pari:
visibilità sul territorio (spazio dedicato
dai media locali)
impatto sulla popolazione giovanile
Strumenti di valutazione
La maggior parte di queste informazioni è
rintracciabile attraverso i seguenti strumenti:
scheda di rilevazione che il conduttore compila
alla fine di ogni incontro (download)
scheda di rilevazione che un ragazzo a turno compila
alla fine di ogni incontro (download)
rilevazione della tipologia e caratteristiche del
materiale prodotto dai ragazzi (articoli di giornale,
materiale informativo, ecc.)
rilevazione delle caratteristiche dalle iniziative
di prevenzione realizzate (download)
questionario compilato dai destinatari finali successivamente
alla partecipazione a iniziative di educazione tra
pari (download)
focus group con gli operatori coinvolti, condotto
da ricercatori esterni
focus group con i ragazzi promotori di salute,
condotto da ricercatori esterni
Valutazione del progetto “Ascolta
ho Qualcosa da dirti. Giovani, alcol e droga: educazione
tra pari” (duratta 2000-2002)
Dall’analisi dei dati, ottenuti dalle griglie
di rilevazione compilate dai ragazzi e dal conduttore
al termine di ogni incontro e dai focus group realizzati
al termine del progetto, è possibile evidenziare
alcuni punti di forza che confermano la validità
dell’educazione tra pari e ne evidenziano
gli aspetti positivi. I giovani probabilmente
risultano più credibili nella comunicazione
su temi delicati quali quelli considerati in questo
progetto: il loro linguaggio è più
vicino a quello del target, le idee provengono
dallo stesso contesto e i messaggi sono probabilmente
considerati più attendibili per il fatto
stesso di provenire da pari anziché dal
mondo adulto. La fonte risulta essere molto importante,
talvolta più importante del contenuto stesso.
I gruppi hanno sicuramente raggiunto
gli obiettivi del progetto per quanto riguarda
il metodo di lavoro: l’attivazione di una
comunicazione circolare tra i partecipanti, la
creazione di una buona atmosfera, la partecipazione
attiva, l’acquisizione di metodi per programmare
e pianificare il lavoro di gruppo.
Una caratteristica particolare di questo progetto
è che tutto il lavoro dei promotori di
salute è avvenuto fuori dal circuito scolastico
per poi ritornare nella scuola con iniziative
congiunte di ragazzi provenienti da istituti scolastici
diversi.
L’assenza degli adulti, durante
l’attuazione dei progetti di sensibilizzazione
tra pari ha senza dubbio favorito la libertà
di espressione da parte dei ragazzi partecipanti.
Da questa esperienza emergono nuove
amicizie che di per se stesse possono contribuire
al benessere dei ragazzi.
L’educazione tra pari è
anche una chiara testimonianza di come può
essere possibile una buona e fruttuosa collaborazione
tra adulti e giovani sul piano della salute: il
lavoro degli adulti dietro le quinte è
stato necessario per realizzare le attività
volute dai promotori di salute.
Tuttavia, proprio per la peculiarità di questo
tipo di progetto di promozione della salute che
lascia molto spazio all’iniziativa dei giovani
sono rilevabili aree di miglioramento di cui tenere
conto per le esperienze future. Un
dato su cui riflettere è quello relativo
alla durata del progetto, la durata biennale è
risultata eccessiva per giovani di questa fascia
di età. E’ facile che perdano il
filo di quanto stanno facendo e che, sia pure
ben motivati e ben “nutriti”, arrivino
stanchi alla meta. Si tratta di un limite proprio
legato alla fase di sviluppo di questa età,
indipendentemente da altri fattori (tipo di scuola,
genere, impegni extrascolastici, zona di residenza,
capacità personali). Pertanto sembra opportuno,
perlomeno per quanto riguarda la fase di coinvolgimento
dei giovani promotori di salute, considerare un
arco temporale di durata non superiore ai 12 mesi.
Di conseguenza, un aspetto da considerare
è il tempo dedicato agli incontri tra i
promotori di salute: la frequenza degli incontri,
a volte troppo ravvicinati (uno alla settimana),
talvolta ha generato nei ragazzi qualche difficoltà
per impegni già presi in precedenza (volontariato,
attività sportive).
E’ stato probabilmente dedicato
un tempo non sufficiente al lavoro sulle dinamiche
di gruppo, privilegiando la formazione e l’autoformazione
sui temi del progetto. |
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