In Italia negli anni Novanta l’uso di sostanze psicoattive mostra, rispetto al ventennio precedente, una differenziazione caratterizzata dalla preferenza di sostanze stimolanti (cocaina, ecstasy e anfetamine in prevalenza), dal ritorno in auge degli allucinogeni e da una contrazione dei consumi di eroina. A tutto ciò va aggiunto che i derivati della canapa indiana sono ancora oggi le sostanze psicoattive illegali più diffuse.
Rispetto al recente passato mutano anche i contesti e le modalità di fruizione dello sballo che risultano sempre più legati ai cicli e agli spazi del divertimento organizzato (discoteche, raves, feste private) e ai ritmi dell'attività produttiva delle moderne società occidentali, concentrandosi nell'ambito del tempo libero e preservando l'attività lavorativa.
I nuovi consumi si orientano verso sostanze i cui rischi non stanno tanto nella possibilità di poter generare dipendenza, ma nei danni di natura fisica e psicologica che possono produrre a medio e lungo termine, nei comportamenti a rischio che i loro effetti stimolanti e disinibitori possono indurre (es. la guida spericolata) e nelle situazioni di disagio che spesso certi comportamenti nascondono.
Nel corso degli anni novanta, il sistema dei bisogni e dei valori dei giovani non è più esplicitamente orientato al nuovo in quanto tale, si attenua l'aspirazione verso l'inedito e la necessità di prendere a tutti i costi le distanze dalle scelte delle precedenti generazioni. La cultura giovanile non si presenta più separata dal resto della società, non è più contraddittoria e antitetica alla cultura degli adulti. Questa tendenza sembra essere confermata anche in questo inizio di nuovo millennio.
Fra i giovani continua a circolare droga ma con modalità differenti rispetto al passato: si osserva un'elevata diffusione di sostanze come l'ecstasy e un aumento dell'impiego di tranquillanti e ipnotici.
Gradualmente emergono alcune tendenze fondamentali: anzitutto l'abitudine a consumare più di una sostanza, senza l'originaria preferenza per gli oppiacei. Questo fenomeno si definisce politossicomania.
Per potenziarne gli effetti l’uso di droghe viene spesso associato all’assunzione di alcol.
Le nuove droghe veicolano modelli di socialità attiva opposti alla autoalienazione del tossicodipendente della prima generazione. Il loro consumo si concentra in spazi e tempi deputati al divertimento.
Inoltre l'assunzione di droghe pur mantenendo un significato di trasgressione non si identifica più in ideologie o specifici stili di vita.
Il tossicodipendente è diventato un "obbediente" consumatore di un mercato che stabilisce i bisogni, impone i costi, promette ai ragazzi delle ultime generazioni, figlie dell'efficientismo e della produttività, un'euforia a tempo.
Il consumatore odierno non è disposto a sconvolgimenti esistenziali per procurarsi la droga, perché è enorme la possibilità di reperire una qualsiasi sostanza. L'una, più o meno, vale l'altra e nessuna vale la scelta di uno stile di vita ai margini, come era un tempo.
Il tossicodipendente negli ultimi venti anni gradualmente si è inserito nel contesto sociale in cui si mimetizza. Lavora, ha una famiglia, amici, hobby, pratica sport, somigliando verosimilmente al non assuntore (Cafiso, 1994).
Il rischio più evidente di questi anni è dunque quello di far rientrare il mondo delle “tossicomanie” e degli abusi di sostanze psicoattive nella normalità, a causa della convinzione assai diffusa che alterarsi per vincere la noia, divertirsi o semplicemente rapportarsi agli altri sia una necessità da soddisfare con ogni mezzo.
 

 
 
È stato avviato il nuovo servizio ONDA1 (Operatori Nuove Droghe Asl 1) che intende porsi come punto di riferimento per la prevenzione e l’informazione sulle nuove droghe, che interessano il mondo giovanile.
Il consumo di ecstasy e di altre sostanze di sintesi (Coca Freebase, Popper, Ketamina, LSD, 2CB, ecc.) ha conosciuto un’espansione notevole a partire dagli anni ‘80. Secondo un’inchiesta condotta nel 2001 in Italia a livello nazionale, su un campione di 15.000 giovani intervistati nei luoghi di divertimento notturno, l’ecstasy viene considerata una sostanza facile da ottenere, soprattutto in discoteca, dal 77% degli interpellati (OIDT 2001).
L’ecstasy è descritta come una sostanza socializzante ed è attualmente assunta da giovani consumatori di ogni tipo ed estrazione sociale, che vivono in famiglia o da soli e conducono una normale vita lavorativa o di studio.
La letteratura medica internazionale riporta numerose conseguenze sanitarie correlate all’assunzione di nuove droghe che includono: colpi di calore, disturbi dell’appetito, difficoltà di concentrazione, tachicardia, traumatismi, incidenti gravi, disturbi psichiatrici a breve e lungo termine, morti improvvise, ecc. Una ricerca condotta dal Coordinamento Nazionale Nuove Droghe su 580 ragazzi consumatori, dell’area romana, evidenzia che a fronte di episodi critici che possono insorgere in seguito all’assunzione di tali sostanze, la famiglia non viene considerata dai giovani come un possibile interlocutore (solo 10 si sono rivolti a un familiare); infatti, la maggior parte dei ragazzi ha preferito vivere in solitudine i disturbi psicofisici presentatisi (316 ragazzi) o confidarsi con un amico (212 ragazzi). Pochissimi si sono rivolti ai Ser.T (solo 5 ragazzi).
La tendenza all’uso e all’abuso delle droghe di sintesi, in particolare modo dell’ecstasy, ha indotto gli operatori sanitari, (soprattutto quelli dei Servizi per le tossicodipendenze) a confrontarsi con un fenomeno di cui sono in buona parte oscure le reali dimensioni, data la scarsa evidenza clinica e la continua mutabilità.
La conoscenza del fenomeno diventa quindi presupposto fondamentale per poterlo affrontare dal punto di vista della caratterizzazione, del trattamento e della prevenzione.
Con l’intento di dare una risposta ai punti ancora aperti, è nato servizio ONDA1, condotto da un gruppo di lavoro interprofessionale formato da operatori dei quattro Ser.T dell’ASL TO 1.

Gli obiettivi del progetto:

Porsi come riferimento sanitario per l’accoglimento e il trattamento di soggetti con consumo problematico o abuso di sostanze di sintesi.
Promuovere interventi di informazione e prevenzione sulle nuove droghe.
Promuovere e ampliare nei Ser.T la conoscenza e l’attenzione verso nuove forme di consumi.

Le attività previste :

Percorsi di osservazione e consulenza diagnostica e proposte di terapia per chi ha usato e/o abusato di sostanze di sintesi.
Consulenze informative e/o formative ad adulti e operatori sociosanitari che incontrano o lavorano con giovani consumatori e non.
Attività di prevenzione nelle scuole sul territorio dell’ASL 1.

I destinatari:

I giovani consumatori e non, gli operatori impegnati in servizi sociali e sanitari pubblici o privati, insegnanti, adulti e genitori.

Quando:

Il servizio è aperto tutti i martedì dalle 13.00 alle 18.00 in via Farinelli 40/1 (è comunque possibile contattare gli operatori tutti i giorni presso i 4 Ser.T dell’ASL 1 di Torino).