Affrontare il tema dell’attuazione di un progetto significa far riferimento a tutte le azioni che si devono realizzare per avviare quest’ultimo in un determinato contesto.
Gli obiettivi di questa fase sono:
  • identificare e condividere con tutti i soggetti coinvolti nell’attuazione l’area problematica in cui collocare il progetto e i bisogni educativi

  • delineare le linee strategiche generali su cui sviluppare il progetto

  • attivare tutte le risorse disponibili (umane, finanziarie, visibilità, ecc.)

  • sviluppare alleanze e partnership.

Indipendentemente dal tipo di progetto occorre dunque attivare un accurato lavoro di contatti e rapporti tra chi intende finanziare il progetto (committente), chi lo realizzerà e l’organizzazione in cui l’intervento sarà sviluppato (scuola, lavoro, ambiente aggregativo, tempo libero, comunità).
Questi tre soggetti rivestono un ruolo cruciale per tutta la durata del progetto.
La fase di progettazione segna il passaggio dalla costruzione delle partnership per l’attuazione dell’intervento alla definizione concreta delle tappe con cui s’intende svilupparlo.
La struttura base di un intervento di prevenzione implica un itinerario composto di varie tappe:
 


Definizione e analisi del problema

Individuazione dei riferimenti teorici supportati da ricerche ed esperienze consolidate.
Descrizione del fenomeno su cui il progetto vuole incidere attraverso l’utilizzo di dati di tipo epidemiologico e relativi ai bisogni sociali della popolazione target.
Analisi del contesto sociale del territorio interessato al progetto con la descrizione delle risorse e dei gruppi sociali presenti sul territorio, nonché di progetti e interventi già presenti.


Responsabili scientifici del progetto

Laddove esiste la possibilità è utile individuare una o due persone provenienti dall’ambito accademico o con un curriculum specifico nell’ambito della prevezione cui affidare la supervisione del progetto.


Soggetti coinvolti

Nell’ottica del lavoro di rete, è importante che quando si pensa a un progetto di prevenzione vengano coinvolti non solo i soggetti da cui l’iniziativa prende avvio ma anche altre realtà che sul territorio abbiano competenza (gruppi di volontariato) o ricoprano un ruolo istituzionale contiguo al tema del progetto (ad es. enti locali).
E’ inoltre fondamentale fin dall’inizio che la persona o l’ente che dà avvio al progetto sia consapevole delle caratteristiche del mandato.

Essere consapevoli del mandato:
  • Chi mi ha chiesto l’intervento e perché?

  • Chi lo paga e per quale motivo? (ha a che fare con il mio ruolo qui?)

  • In quale tipo di strategia si riconosce? (di tipo educativo, didattico/curriculare, generale o specifico disciplinare?)

  • Perché ho scelto questa classe/gruppo e non un’altra/o?

  • Qual è il risultato ottimale che mi posso attendere in queste particolari condizioni? A livello personale? A livello professionale? A livello istituzionale?


Strategia

La strategia indica la filosofia di fondo dell’intervento e il percorso attraverso cui ci si propone di raggiungere gli obiettivi. Deve tener conto dell’età dei destinatari e del contesto nel quale si intende sviluppare il progetto.
Una strategia nell’ambito dei progetti di prevenzione è meglio intesa non come un singolo approccio, quanto piuttosto come un insieme di approcci e strumenti.
Ad esempio partendo dall’esperienza vissuta direttamente o indirettamente dai destinatari, è più facile riconoscere i significati del proprio o dell’altrui comportamento, attivare processi di riflessione e di modifica di atteggiamenti e di comportamenti evitando inutili moralismi. Tutto ciò può essere rafforzato dall’uso dei media in campagne di tipo informativo.


Destinatari

L'identificazione dei soggetti che saranno i destinatari dell’intervento educativo (classe, scuola, famiglia, ecc..) è fondamentale per la definizione dei punti successivi.
L’intervento deve partire dalle caratteristiche dei destinatari (età, capacità cognitive e relazionali, interesse per l'argomento, presenza di situazioni problematiche a livello individuale o familiare).

Individuare i destinatari
  • A chi si rivolge l’intervento?
  • Chi coinvolge?
  • Quali sono i destinatari diretti? Ci sono anche destinatari indiretti?
  • I destinatari appartengono a categorie omogenee o no?
  • Si sono verificate esperienze simili in passato? Con quali risultati?
  • Quali sono le conoscenze/esperienze dei destinatari su cui posso far leva?

    Individuare i bisogni dei destinatari
  • Chi ha deciso che c’è un bisogno?
  • Chi ha deciso chi sono coloro che hanno bisogno? In base a quali criteri?
  • Quali sono i bisogni di coloro cui ci si rivolge?
  • Sono in linea o in contrasto con quelli del contesto in cui si muovono?
  • Ci sono gli strumenti per fronteggiare questi bisogni?
  • I bisogni dei destinatari e del contesto coincidono con quelli prefigurati da chi ha sviluppato la prima ipotesi di intervento? E se non è così, che spazio viene loro dato nel concreto realizzarsi del progetto?


    Descrizione del percorso

    La definizione degli obiettivi e dei sotto-obiettivi che ci proponiamo di raggiungere deve tenere conto del fatto che la loro chiarezza va a totale vantaggio dell’efficacia dell’intervento di prevenzione.
    OBIETTIVI GENERALI
    Promuovere atteggiamenti e comportamenti consapevoli a favore della propria e altrui salute e benessere.
    OBIETTIVI SPECIFICI
  • Migliorare le competenze/capacità di prendere decisioni autonome
  • Promuovere atteggiamenti di valorizzazione e rispetto della propria salute e di critica verso le diverse forme di dipendenza e di manipolazione
  • Decostruire i messaggi che i media offrono su un argomento specifico (ad esempio i messaggi sull’alcol o sulle droghe)
  • Riflettere sui rischi connessi a determinati comportamenti (effetti e rischi sull’organismo degli abusi alcolici; la guida del ciclomotore senza l’uso del casco…)
  • Favorire il diffondersi di messaggi positivi sui temi della salute


    METODI
    I metodi indicano le modalità e lo stile operativo che si intende adottare. I metodi fanno capo a scuole di pensiero e a modelli di intervento diversi. Si può optare tra un metodo di tipo informativo/trasmissivo o di tipo partecipativo/rielaborativo. I metodi si possono alternare a seconda delle necessità espresse dai destinatari e delle diverse fasi dell'intervento educativo.

    Alcune tipologie di interventi di prevenzione rivolti alla popolazione giovanile:
  • La scuola è l’ambito privilegiato
  • Interventi situazionali: locali da ballo, luoghi di aggregazione e di divertimento, ambienti sportivi, autoscuole
  • Interventi su giovani a rischio (ad es. lavoro di strada)
  • Educazione tra pari
  • Interventi di comunità


    FASI/TEMPI
    Comporta la definizione della durata complessiva dell'intero progetto e di ciascuna fase e la predisposizione degli spazi necessari (aule, laboratori, spazi esterni, ecc.).
    Nel contesto scolastico, ad esempio, la realizzazione dell'intervento può essere circoscritta all'ambito di una materia curriculare oppure coinvolgere un gruppo di insegnanti di materie diverse. Al lavoro dei docenti si possono affiancare altre risorse, come il supporto e la consulenza di esterni (esperti in prevenzione, esponenti del volontariato, esperti in comunicazione, ecc.).

    La risorsa tempo
  • Quanto tempo serve per realizzare gli obiettivi fissati?
  • Quanto ce n’è a disposizione per l’intervento?
  • Questi due tempi come sono conciliabili?
  • E’ necessario disporre di tempi concentrati o è possibile prevedere una periodicità e una ripresa degli interventi?
  • Bisogna rapportare i tempi dell’intervento con quelli del contesto in cui si andrà a operare?


    STRUMENTI
    Gli strumenti sono la traduzione operativa degli obiettivi prescelti:

    1 - Questionario
    Questo strumento metodologico è utile per fare una diagnosi su determinati comportamenti, atteggiamenti e opinioni nel gruppo con il quale si lavora.
    E’ consigliabile quando:
  • il docente vuole ricavare informazioni all’interno della classe
  • il docente e la classe vogliono riflettere sui propri consumi o comportamenti
  • la classe vuole ricavare informazioni dal gruppo dei coetanei (pari)
  • il docente, insieme alla classe, vuole ricavare informazioni dall’esterno: famiglie, gruppi e attività extrascolastiche, ambiente scolastico, contesto sociale locale, ecc..
    Il questionario può essere a risposta aperta o a risposta chiusa. Nel primo caso si pone la domanda e viene lasciata libera la risposta, che sarà successivamente decodificata. Nel secondo caso, il questionario comprende in una serie di domande a cui si risponde scegliendo tra le varie possibilità proposte.
    L’informazione così ricavata, di tipo quantitativo, consentirà di elaborare grafici e statistiche sui temi affrontati più diffuse tra gli intervistati.

    2 - Intervista
    Questo strumento metodologico è utile quando la classe vuole ricavare informazioni di tipo qualitativo, o comunque approfondire i dati a disposizione su uno o più argomenti, in modo particolare per le motivazioni e i valori legati a determinati comportamenti.
    L’intervista può essere utilizzata anche per:
  • ricavare informazioni da un piccolo gruppo allo scopo di formulare un successivo questionario
  • approfondire i temi più interessanti emersi dalla somministrazione del questionario.
    Le interviste possono essere di tre tipi: standardizzata, quando l’intervistatore è legato alla formulazione preordinata delle domande; semi-standardizzata, quando l’intervistatore si attiene ad una traccia nella quale sono evidenziate le domande più importanti, ma può rivolgere altre per maggiori chiarimenti; non standardizzata, quando l’intervistatore è libero di manipolare le domande nel modo che ritiene più adeguato ai suoi scopi.

    3 - Drammatizzazione
    Questo strumento metodologico è utile per fare emergere i pregiudizi rispetto ai modelli di comportamento.
    La finalità può essere descrittiva (si attua un comportamento anziché raccontarlo) o espressiva (rappresentazione dell'immaginario individuale e di gruppo).
    La drammatizzazione, come dice il nome, consiste in un sorta di rappresentazione teatrale, con la differenza che in questo caso le performance non hanno una finalità artistica e sono improvvisate. Le modalità più frequenti sono tre: lo psicodramma, il sociodramma e il role-playing. Nei primi due casi la finalità è terapeutica; nell'ultimo didattica.

    4 - Metodi proiettivi
    L’uso di questo strumento consentirà di conoscere, ad esempio, gli atteggiamenti e i valori degli individui coinvolti rispetto al tema oggetto dell’intervento.
    E’ consigliabile quando gli insegnanti o gli allievi vogliono ricavare informazioni di tipo qualitativo, si evitano così le risposte di tipo normativo e socialmente accettabili che emergono generalmente quando si parla dei propri atteggiamenti.
    I metodi proiettivi sono procedure indirette di raccolta di dati poiché evitano domande dirette sul tema oggetto dell’indagine. Lo stimolo offerto presenta un livello minimo di strutturazione per favorire la classificazione e l’interpretazione delle risposte.
    Dire che si ottengono dati di tipo qualitativo significa che gli intervistati non parlano di se stessi ma sono invitati a commentare e a esprimere la loro opinione su un argomento in qualche modo connesso al tema dell’intervento.
    Per l’applicazione di un metodo di tipo proiettivo si possono adoperare materiali di natura diversa. Ad esempio:
  • articoli tratti da quotidiani o periodici
  • pagina pubblicitaria su giornale / rivista o spot televisivo
  • presentazione di una frase che deve essere completata
  • attribuzione di un punteggio a una serie di sostanze / situazioni / fenomeni, ecc. a seconda di una domanda prestabilita
  • storie da completare

    5 - Filmati
    Questo strumento metodologico è molto utile per motivare la classe, per problematizzare un aspetto della realtà, per illustrare o raccontare una situazione, per veicolare informazioni, per spiegare un processo. L'uso è consigliato:
  • quando il docente vuole introdurre l'argomento, "provocare" il gruppo, proporre una discussione e uno scambio di idee attorno al tema
  • quando la classe vuole raccontare o "fotografare" una determinata realtà.
    Il suono e l'immagine in movimento consentono la percezione della realtà più immediata e più lontana, senza ostacoli di spazio o tempo. L'immediatezza percettiva porta in sé un elemento di affettività che aumenta l'attenzione e l'interesse degli allievi, creando un clima di coinvolgimento e partecipazione.
    Il materiale audiovisivo può essere di natura e di provenienza diversa:
  • spot pubblicitari
  • servizi giornalistici televisivi
  • documentari
  • un film del circuito cinematografico che tratta l'argomento in questione
  • filmati prodotti dalle agenzie di educazione alla salute
  • video realizzati dalle stesse classi

    6 - Internet
    In una prospettiva educativa Internet può essere utilizzata come:
  • fonte di informazioni
  • mezzo di comunicazione tra i partecipanti all’intervento educativo
  • Ambito di pubblicazione
  • Dispositivo per creare gruppi di lavoro (comunità virtuali) formati da soggetti lontani tra di loro

    Internet da un lato estende le funzioni di istituzioni o dispositivi già esistenti (la biblioteca, il lavoro in gruppo, il telefono o il fax), dall’altro li modifica e li ricombina all’interno di un ambiente interattivo.
    Utilizzando internet si possono realizzare attività di natura diversa. Ad esempio:
  • la ricerca di informazione di carattere legislativo, sanitario, commerciale, ecc. sulla problematica trattata
  • la realizzazione di uno studio comparativo delle pagine Web che trattano il tema
  • la creazione di una pagina web con il risultato delle ricerche, che potrebbe costituire il punto di arrivo dell’intero intervento educativo

    Cosa offre la multimedialità
  • Gli strumenti multimediali integrano e supportano metodologie didattiche attive che privilegiano la dimensione del gruppo, come luogo di costruzione di significati
  • Agli educatori spetta il compito di stimolare nei giovani la curiosità necessaria per scoprire realtà inesplorate
  • Interdisciplinarietà
  • Personalizzazione dei percorsi di apprendimento
  • Promozione dell’apprendimento attivo, flessibile e individuale della conoscenza


    SPAZI
    Le caratteristiche fisiche del luogo in cui si svolgerà l’intervento e la disposizione dei partecipanti hanno un peso determinante nello svolgersi del lavoro. E’ risaputo, ad esempio, che il fatto di potersi vedere tutti in viso favorisce l’interazione: disporsi in cerchio ha quindi degli effetti diversi che schierarsi in modo “classico”, a platea.


    ATTIVAZIONE
    1. Il punto di partenza sono le idee, le sensazioni, le conoscenze, il senso comune, le opinioni dei destinatari relative al "tema". Sarà compito dell'insegnante/operatore porre in luce questi elementi attraverso l'utilizzo degli strumenti metodologici più adatti, in modo da attirare l'interesse e incoraggiare lo sviluppo della discussione di gruppo. In questa fase l’insegnante cerca di far emergere i modi di pensare dei soggetti e incoraggia l’espressione di interessi, curiosità, preferenze, motivazioni, domante esplicite e implicite.
    2. Il passo successivo consite nella tematizzazione e problematizzazione degli aspetti che il gruppo considera interessanti e meritevoli di approfondimento. Può verificarsi un momento di disorientamento legato alla presa di coscienza della costruzione sociale di determinati modelli di comportamento e/o di consumo.
    3. L'insegnante favorisce a questo punto l'esplorazione del contesto circostante (famiglia ristretta e allargata, amici, mass-media, ecc.). Interrogarsi sulle proprie esperienze, cercare risposte all’esterno del singolo individuo e del gruppo-classe darà una visione più ampia del fenomeno.
    4. Sulle tracce di questa esplorazione l'insegnante mette a disposizione dei ragazzi sia informazioni e conoscenze scientifiche che stimoli di tipo cognitivo o emotivo.

    Piano di azione
  • E’ possibile definire un piano di azione dettagliato?
  • Se NO, per quali motivi? Quali sono gli elementi che precludono la programmazione?
  • Quale spazio di flessibilità viene lasciato dalla programmazione?
  • Quali cautele si sono previste per fronteggiare eventuali avvenimenti non preventivabili?
  • Definizione del planning di sintesi delle tappe di avvicinamento al progetto stesso (definizione disponibilità attori, preparazione del materiale, conferma della disponibilità degli spazi, reperimento dei finanziamenti, ecc.)


    Risorse e mezzi necessari

    In fase di progettazione è necessario rispondere ad alcune domande, per evitare di non avere sufficienti risorse a disposizione oppure trovarsi coinvolti in collaborazioni non opportune per il tipo di progetto.

    Conoscere le risorse
  • Chi può contribuire alla realizzazione di questo progetto?
  • Quali sono le risorse che possono essere messe a disposizione dai destinatari?
  • Di quali “appoggi istituzionali” può beneficiare l’intervento?
  • Quali sono i canali di finanziamento e/o quali le risorse messe a disposizione dall’ente locale?
  • Esistono sul territorio altri Servizi Pubblici/privati che possono interagire con il progetto?
  • Quali sono le risorse, in termini finanziari, di strutture e di materiali, sulle quali il progetto può contare?
  • Vi è la possibilità di coinvolgere sponsor?

    Le professionalità in gioco
  • Quali sono le culture professionali in gioco?
  • In che modo le professionalità in gioco concorrono alla definizione degli obiettivi?


    Monitoraggio e valutazione

    E’ fondamentale, quando vi sono più soggetti/enti coinvolti, costituire un gruppo permanente per il monitoraggio e la riprogettazione delle azioni. Il gruppo ha la funzione di “cabina di regia” con i seguenti compiti:
  • analizza le linee di sviluppo degli interventi durante la loro realizzazione
  • verifica il collegamento tra progettazione e realizzazione
  • valuta e dà visibilità ai risultati raggiunti.

    L’attività di valutazione consiste nel verificare il conseguimento degli obiettivi previsti in fase di progettazione. Negli interventi di prevenzione si possono avere almeno tre livelli di verifica:
  • sui risultati a breve termine (verifica di percorso)
  • sui risultati a medio termine (verifica sul progetto)
  • sull’efficacia preventiva (verifica sulla strategia complessiva)
    Il primo livello consente di verificare se si sta procedendo nella direzione desiderata e se gli interventi in corso risultano efficaci per il raggiungimento degli obiettivi intermedi. E’ finalizzato a introdurre eventuali “correzioni di rotta” al progetto.
    Il secondo livello si riferisce alla valutazione del grado di conseguimento degli obiettivi a medio termine.
    Il terzo livello, attuabile su tempi lunghi, si riferisce al controllo dei risultati nel tempo.
    La verifica e la valutazione per ciascuna fase dell'intervento, rispetto al raggiungimento degli obiettivi, permettono il corretto passaggio alla fase successiva e il riadattamento del progetto, qualora necessario.
    Alcuni strumenti di verifica di percorso:
    griglia di osservazione partecipata
    autovalutazione dei destinatari
    griglia di rilevazione

    Valutazione e verifica
  • E’ possibile verificare l’efficacia dell’intervento previsto?
  • Se SI, con quali strumenti e analizzando quali indicatori?
  • Se NO, perché?
  • Sono disponibili dati di partenza rispetto agli indicatori individuati?
  • Chi ne è in possesso? Come è possibile reperirli?
  • Quali strumenti di analisi vanno predisposti e chi si occupa di questo?
  • E’ prevista una verifica nell’immediato e/o a distanza?
  • E’ prevista una analisi dei dati che coinvolgerà in qualche modo i destinatari dell’intervento?