n. 4/2004

  • Famiglie sinti e prestiti: per l'integrazione sociale nella Provincia di Modena: un progetto innovativo Autonomie locali e servizi sociali”, 2004, n. 1, p. 23

    Il contributo presenta un'interessante esperienza che ha per oggetto il sostegno economico alle famiglie sinte di un territorio emiliano e che vede coinvolti in un'ottica di collaborazione e co-progettazione una cooperativa sociale, l'Ente locale e una cooperativa di finanza etica. Tale progetto realizzato a Carpi nel 2001 è frutto di un lungo discorso che ha visto coinvolti vari soggetti del territorio e che ha avuto importanti ricadute in termini di integrazione della comunità sinta con la comunità locale. La buona riuscita del progetto potrebbe consentire una ripresentazione dello stesso in altri contesti. La sintesi di tale percorso da Enrico Manzo di Mag 6, cooperativa di finanza etica di Reggio Emilia.

  • DISTEFANO Rosa Mutilazioni dei genitali tra difesa dei diritti e rispetto delle differenze culturali “Gli stranieri”, 2004, n. 3, p. 303

    Sin dai primi anni '80 i paesi occidentali si confrontano con il problema posto dalle Mutilazioni Genitali Femminili all'interno della comunità degli immigrati.
    Anche in Italia le MGF sono diventate argomento di attualità per via della crescente immigrazione richiedendo l'adozione di misure specifiche. Questa specificità è emersa in primo luogo a livello delle strutture sanitarie che si sono trovate a fronteggiare un'emergenza, dovuta al tipo di richieste, dio patologie e di terapie per le quali il personale medico appare scarsamente attrezzato. Ma ancora più complessa è la situazione che si profila sul piano dei diritti umani e rispetto alle differenze culturali. Le MGF ci pongono davanti a una situazione estrema, ad un conflitto normativo fondato sulla difficoltà di riuscire a rispettare contemporaneamente i diritti umani di una persona e la sua cultura, ma non sempre chi ne parla si dimostra consapevole della sfaccettatura del problema. L'azione legale deve servire di rinforzo alle altre azioni e non essere punitivo-repressiva nei confronti dei portatori di costume, ma deve saper offrire un'alternativa autenticamente sostenibile alle donne ed alle giovani che si vogliano allontanare dalla tradizione oggi in Italia.

  • GEMELLI Ivano Raimon Panikkar: la difficile bellezza del dialogo “Prospettive Sociali e Sanitarie”, 2004, n. 10, p. 20

    Lo scorso 4 marzo Raimon Panikkar è stato l'ospite della Giornata Interculturale, tradizionale appuntamento annuale della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca. Nell'impossibilità di riassumere lo svolgimento della giornata – scrive l'autore – il suo pensiero, e soprattutto di restituirne la presenza, io che ho avuto la fortuna di esserci proverò a ricordare ciò che mi sembra essenziale del suo messaggio, tanto più per chi si occupa di relazioni, di educazione e di cura (…) Ecco in cosa consiste il primo valore del dialogo con l'altro per Panikkar: nella possibilità di svelare il soggetto a se stesso, di relativizzare il proprio punto di vista culturale, di mettere a nudo il proprio “mito” (…) Una comunicazione unidirezionale è una comunicazione violenta” .

  • RUFFINO Emanuele Davide, AMBERTI Daniele, GIACOLETTO Adriano, et al. Immigrazione: un'occasione di razionalizzazione del sistema sanitario “ASI Agenzia Sanitaria Italiana”, 2004, n. 33-34, p. 2

    Il crescente numero di stranieri presenti sul nostro territorio obbliga ad esaminare le ripercussioni che questo fenomeno induce sotto il profilo sanitario, non solo come problema, ma anche come opportunità di crescita. Nuove patologie o patologie che sembravano ormai eradicate, diversi atteggiamenti culturali e la necessità di maggiori disponibilità di risorse da dedicare al settore, sono questioni che inevitabilmente si dovranno affrontare con nuovi criteri gestionali, basandosi innanzi tutto su un affidabile bagaglio di conoscenze.
    Gli immigrati non sono solo potenziali pazienti, ma la loro presenza è ormai essenziale per garantire l'assistenza agli anziani, sia come badanti in un'infinità di abitazioni private, sia come personale sempre più impiegato in molte strutture sanitarie.
    La gestione del problema degli immigrati, oltre alle riflessioni politico sociali che questo comporta, richiede anche un approccio di tipo organizzativo-economico, per il cui sviluppo è necessario disporre di adeguate conoscenze, mentre oggi i dati disponibili sono ancora parziali e non aggiornati. Queste carenze obbligano ancor più a riesaminare l'assetto del Servizio sanitario nazionale e verificare come questo può affrontare le sfide che derivano da questo fenomeno.

  • M. COCCIA La mediazione culturale in ambito sanitario “Prospettive Sociali e Sanitarie”, 2004, n. 10, p. 15

    Il progetto di mediazione culturale per la popolazione straniera immigrata dell'ASL di Roma C nasce per facilitare l'accesso ai servizi sanitari e per ridurre l'utilizzo improprio degli stessi. A quasi sei anni dall'inizio della sperimentazione l'autrice prende in esame le origini del progetto, la metodologia e le difficoltà incontrate lungo il percorso di lavoro.
    “Dall'osservazione diretta dei mutamenti delle dinamiche operative, all'interno delle strutture sociosanitarie, prodotte dall'afflusso di popolazione immigrata, e dalla sperimentazione di quasi sei anni del progetto “Mediazione linguistico culturale per la popolazione straniera immigrata, rifugiata e nomade nell'ASL Roma C si può senz'altro affermare – scrive l'autrice – che la figura del mediatore ha prodotto all'interno delle strutture ospedaliere e nei servizi sanitari territoriali della ASL modifiche negli atteggiamenti degli operatori, una maggior fruizione e un più corretto utilizzo degli stessi servizi da parte degli immigrati di varie nazionalità”.

n. 3/2004

  • Agnoletto Vittorio, Bizzo Mariangela , La Marca Paolo Prevenzione e cura dell'Hiv per immigrati “Prospettive Sociali e Sanitarie“, XXXIV, 2004, n. 11, p. 6

    Le statistiche ISTAT 2001 ci danno una chiara idea di come la popolazione sul territorio italiano si stia trasformando attraverso un costante incremento di arrivi nel nostro paese, per vie legali o in clandestinità. Il 4, 7% dei casi di AIDS in Italia dal 1982, anno della prima diagnosi della malattia in Italia, al 31 dicembre 1999 riguardano la popolazione straniera, e il trend risulta in crescita. Molti studi sono stati fatti per capire quali siano i disagi della persona immigrata nell'approcciarsi al sistema sanitario e si è intervenuti con moduli formativi ad hoc sulla comunità di immigrati o sui mediatori culturali, ma poco è stato fatto per capire le difficoltà degli operatori sociosanitari coinvolti nella gestione del paziente straniero. L'articolo presenta i risultati di una ricerca finanziata dall'Istituto Superiore di Sanità e sviluppata da LILA Cedius in collaborazione con l'Ospedale S. Gallicano di Roma, nell'ambito del IV progetto di ricerca sull'AIDS sociale e mirata alla valutazione delle difficoltà etnico-culturali, psicologiche, linguistiche e religiose da parte del personale sanitario, dell'utente straniero e dei mediatori culturali.

  • L'accesso degli immigrati ai servizi: una ricerca a Bergamo “Autonomie locali e servizi sociali”, XXVII, 2004, n. 1, p. 73

    Il Settore Politiche sociali della Provincia di Bergamo ha realizzato la ricerca “Immigrazione facilitare l'accesso ai servizi” nell'ambito dei finanziamenti della legge n. 40/98, “Disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”.
    Il tema dell'accessibilità, materiale ed immateriale, assume una rilevanza particolare sia per le trasformazioni che sta vivendo l'amministrazione pubblica sia per l'attenzione rivolta al cittadino in qualità di utente e di cliente.
    L'indagine è stata coordinata da E. Torrese ed è stata realizzata con la tecnica del “cliente misterioso”, con quattro immigrati che hanno ricoperto il ruolo di “immigrati nel ruolo di utenti”.
    I risultati, qui presentati, sono stati oggetto di confronto e riflessione con operatori e dirigenti di servizi per innescare possibili cambiamenti nella gestione ed erogazione di servizi. Uno dei prodotti di questa collaborazione è stata la realizzazione di un poster.
    È possibile visionare i materiali sul sito: www.provincia.bergamo.it .

  • MELOSSI Dario In a Peaceful Life: a proposito di multiculturalismo e sicurezza “Inchiesta”, 2004, n. 143, p. 5

    Da diversi anni l'Italia si è aggiunta al novero di quei paesi che possono definirsi paesi immigrazione se non paesi di immigranti. Nonostante che il numero totale di immigrati sia ancora abbastanza basso rispetto a paesi quali la Francia o la Germania, elementi come il ritmo degli ingressi e il veloce radicamento all'interno della popolazione, soprattutto nel centro-nord, sono tali da caratterizzare i processi migratori all'interno dell'Italia come un elemento duraturo e strutturale del nostro panorama socio-economico. A tale processo, di cui non si può sottovalutare la portata storica, si sono accompagnati fenomeni di tensione, conflitto, disordine, che rischiano di pregiudicare fortemente il buon esito di un movimento di cambiamento sociale di cui è facile predire la persistenza. Un ostacolo notevole rispetto ad un esito favorevole di tali processi di trasformazione è rappresentato dall'essere divenuto in qualche modo luogo comune il connubio tra processi immigratori e un coacervo di espressioni censorie e negative, connubio che ritroviamo nelle espressioni dell'opinione pubblica, delle istituzioni preposte al mantenimento dell'ordine ed all'osservanza del diritto, nei mezzi di comunicazione di massa, nella letteratura specializzata.

  • AALLA Lahcen, SPENSIERI Simone Sequenze disarticolate. Intorno a una perizia psichiatrica a un giovane immigrato “Animazione Sociale”, 2004, n. 3, p. 65-70

    Storia di A., sedici anni, nato nei sobborghi di Casablanca, arrivato in Italia con il sogno scintillante delle città occidentali. Nel “ bel paese ” però, l'impatto con la marginalità sociale. Lontano dal legame con i genitori, catapultato in un contesto che non dà senso alla sua esistenza, A. inizia a smarrirsi. E un giorno, per legittima difesa, rompe una bottiglia in testa a un ragazzo. La perizia psichiatrica chiesta dal tribunale si trasforma in un viaggio nel suo percorso identitario, nel tentativo di riannodare qualche filo.

n. 2/2004

  • Pierluigi Brombo Immigrazione e asilo nell'Unione europea: qualche domanda e alcune risposte per andare oltre la demagogia
    “Studi Zancan”, 2003, n. 6, p. 54

    L'autore ricostruisce in forma sintetica, ma ampia, le politiche di immigrazione e asilo dell'Unione Europea. Il problema migratorio, per sua natura complesso, va affrontato con pragmatismo e realismo, senza atteggiamenti emotivi. L'analisi sviluppata dimostra come a livello europeo stia maturando la convinzione della necessità di affrontare il problema in chiave comunitaria. Vi è tuttavia ancora uno squilibrio tra le proposte, realiste ma aperte, avanzate dalla Commissione e quelle più restrittive e più lente assunte dal Consiglio. L'accesso ai paesi europei è dunque ancora gestito in modo inadeguato e tale da non risolvere il problema della clandestinità. Servono politiche integrate, di lungo periodo, che non dimentichino l'aspetto umanitario.
    [Tratto dalla Prefazione]

  • Dossier: Famiglie immigrate e società multiculturale
    “Studi Zancan”, 2003, n. 6, p. 100-251

    La monografia è dedicata al tema della famiglia immigrata e della relazione con I servizi per tutti, che è stata oggetto di una seminario di studio organizzato dalla Fondazione Zancan.
    L'immigrazione straniera in Italia assume sempre più una caratterizzazione di tipo familiare. La nascita dei bambini e l'arrivo del coniuge e dei figli in seguito al ricongiungimento, la stabilizzazione “di fatto” di gruppi più radicati, l'evoluzione dei dati riguardanti i minori e le tendenze per il futuro sono chiari segnali del passaggio ormai consolidato a un'immigrazione più “matura”, alla cosiddetta seconda fase del ciclo migratorio. L'accesso e l'uso dei servizi per tutti da parte delle famiglie immigrate pone ai servizi, agli operatori, a coloro che operano nei luoghi educativi e dell'incontro temi di riflessione inediti, e pone anche la necessità di acquisire e sperimentare competenze e metodologie professionali innovative ed efficaci. Il seminario si proponeva di approfondire, a partire dai risultati di ricerche e riflessioni e dalle esperienze e dai progetti significativi condotti enti servizi, temi quali: le forme e i modi della genitorialità in situazioni multiculturali, il ricongiungimento delle famiglie dei minori, la relazione tra gli operatori dei servizi per tutti e le famiglie immigrate, le forme e i significati della mediazione tra operatori e famiglie, il rinnovamento delle politiche e delle azioni sociali in contesti multiculturali.
    Graziella Favaro, Famiglie immigrate, servizi alla persona e società, p. 103
    Graziella Favaro, Costruire l'integrazione con le famiglie e i bambini, p. 107
    Cecilia Edelstein, La costruzione dei sé nella comunicazione interculturale, p. 121
    Mara Tognetti Bordogna, La famiglia nella migrazione e i ricongiungimenti familiari, p. 148
    Maria Elisa Antonioli, La problematica dell'incontro operatore-emigrante, p. 171
    Manuela Fumagalli, Riflessioni su mediazione e lavoro sociale, p. 185
    Marina Notari, Percorsi informali del centro per le famiglie di reggio Emilia a favore di donne e famiglie immigrate, p. 197
    Giovanni Santoro, Famiglie e minori immigrati: note sul ruolo dell'ente locale, p. 211
    Piera Bevolo, Incontrarsi e raccontare le emozioni della nascita: bambino, genitori e operatori in un contesto sanitario, p. 221
    Amalia Pavesi, Famiglie e servizi: le difficoltà dell'integrazione, p. 234

  • Le rappresentazioni sociali e i percorsi di droga fra immigrati nel territorio padovano
    “Autonomie locali e servizi sociali”, 2003, n. 3, p. 511

    Nel nostro paese il fenomeno immigrazione è un problema crescente ed in costante evoluzione. Le dinamiche sociali ad esso connesse sono varie e multi sfaccettate e richiedono interventi urgenti ed efficaci per permettere la migliore integrazione possibile ed arrestare il degrado in cui spesso l'immigrato viene trascinato dagli eventi. In questo contesto, un fenomeno particolarmente interessante è costituito dalle rappresentazioni sociali delle sostanze stupefacenti e dai percorsi di droga tra gli immigrati. Di seguito viene presentata una sintesi del rapporto finale di una ricerca che indaga su tali temi, promossa dal Comune di Padova e realizzata dal laboratorio di Formazione e Ricerca dell'Immigrazione dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Il rapporto, intitolato Tossicodipendenza e immigrazione. Una ricerca sulle rappresentazioni sociali delle sostanze stupefacenti e sui percorsi di droga tra gli immigrati, è stato curato da Fabio Perocco. I risultati della ricerca sono stati messi a disposizione di un gruppo di esperti incaricato dal Comune di Padova di realizzare un intervento di prevenzione e di modificazione dei comportamenti a rischio
  • Un'indagine sui giovani stranieri a Milano
    “Autonomie locali e servizi sociali”, 2003, n. 3, p. 521

    Nel dibattito mediatico sull'immigrazione si tende a trascurare quanto i fenomeni migratori che interessano il nostro paese siano diventati da tempo un elemento permanente della nostra società. Nel corso del 2001 l'istituto di ricerca Synergia di Milano ha realizzato un'indagine volta ad analizzare la componente giovanile all'interno delle popolazioni straniere che hanno un più marcato profilo familiare e contano la maggior percentuale di minori. Si è scelto di concentrare la ricerca su sei popolazioni giovanili scelte sia per la loro prevalenza numerica (filippini, egiziani, cinesi, peruviani) che per la loro importanza storica nell'ambito del fenomeno dell'immigrazione straniera a Milano (eritrei ed etiopi), I risultati sono stati pubblicati a cura di Daniele Cologna e Lorenzo Breveglieri Col titolo I figli dell'immigrazione. Ricerca sull'integrazione dei giovani immigrati a Milano , Angeli, Milano, 2003.
  • CASTRA Umberto, DOMENIG Dagmar, ZELTNER Thomas Migrazione e dipendenze: una riflessione ed un'azione
    “ITACA”, 2002, n. 18, p. 52

    L'emigrazione ha sempre un costo sociale, emigrare vuol dire separarsi da una rete di appartenenza, di relazioni che può creare una situazione di stress psicosociale individuale e familiare. Senza sostenere una relazione causale tra migrazione e dipendenza, questo articolo vuole affermare il diritto alla cura per le persone e le famiglie che vivono il disagio. Assistiamo in questi ultimi anni ad una ritrovata enfatizzazione della dimensione etnica e culturale, a scapito di una riflessione sui temi della identità personale o di gruppo. La riflessione proposta parte da una esperienza concreta – un progetto Migrazione e dipendenza nel Cantone di Berna in Svizzera – e cerca di porre alcune domande che crediamo legittime sul tema del lavoro sociale in contesti migratori. Gli aspetti privilegiati dal lavoro presentato riguardano le competenze transculturali a livello della persona e della istituzione di appartenenza.
  • M. KAHLOULA, M. GIACOMINI La “biculturalità” frantumata
    “Prospettive Sociali e Sanitarie”, XXXIV, 2004, n. 8, p. 1

    L'articolo presenta un'intervista al Prof. Kahloula, per tanti anni psicologo in Francia degli immigrati. L'autore rivolge la propria riflessione al vissuto concreto dei migranti e ai possibili sviluppi identitari, avendo presenti, in particolare, le vicende dell'immigrazione algerina verso la Francia. Mourad Kahloula insiste nel sottolineare come l'esperienza migratoria rappresenti, dal punto di vista psicologico del soggetto migrante, una rottura nelle relazioni intra e intersoggettive. Tutto il rapporto che il migrante intrattiene con la realtà, con se stesso e con gli altri ne viene modificato.
    Questi aspetti fanno della migrazione un “fatto sociale totale” che richiede, sul piano individuale, un lungo processo di rielaborazione, spesso ostacolato o persino precluso da un ambiente di ricezione ostile.

n. 1/2004

  • DEGAN Mario, SALVIATO Donata, Difficoltà di comunicazione tra operatori sanitari e donne straniere ricoverate in ostetricia e ginecologia , “Professioni infermieristiche”, 56, 2003, n. 4, p. 201

    Diversi studi hanno dimostrato che le incomprensioni linguistiche precludono agli stranieri l'accesso e la fruizione delle prestazioni sanitarie. Presso l'unità operativa di ostetricia/ginecologia di Mestre è stata effettuata un'indagine epidemiologica sulla popolazione straniera ricoverata; contemporaneamente sono state analizzate le difficoltà comunicative tra il personale e l'utenza straniera. Si è riscontrata una presenza media di donne non italiane pari al 14,8%, appartenenti ad un microcosmo di 57 nazionalità diverse, soprattutto dell'Europa Orientale, dell'Africa Sub-sahariana e dell'Asia Orientale. L'85% delle diagnosi d'ingresso sono riferibili alla gravidanza. Da parte sua, il personale ha riferito una scarsa conoscenza delle lingue straniere con conseguente difficoltà comunicative, spesso complicata anche da aspetti di diversità culturale. I risultati della ricerca saranno utili per definire alcune strategie locali per migliorare l'approccio e la relazione con l'utenza straniera.

  • CAPACCI Fabio, CARNEVALE Francesco, La salute dei lavoratori migranti , “Salute e Territorio”, XXIV, 2003, n. 138, p. 140

    Nel XII rapporto Caritas, 2002, si calcola che all'inizio del 2002 ci fossero in Italia 1.600.000 immigrati, pari al 2,8% della popolazione. Il nord Italia è l'epicentro delle presenze con il 56,8%, in flessione il centro Italia che attualmente si assesta al di sotto del 30%; il sud e le isole accolgono il 14% degli immigrati. La maggior parte degli immigrati proviene da paesi non appartenenti alla Comunità Europea, il 4% sono europei, il 30% africani, il 2% asiatici ed il 10% americani. I paesi più rappresentati sono il Marocco, l'Albania, la Romania, le Filippine, la Cina. Il 59% riconosce come motivazione quella del lavoro, il 29% emigra per motivi familiari ed il 7% per altri motivi. Tra gli immigrati per motivi di lavoro, un buon numero lavora senza copertura contributiva e, talvolta, anche senza la titolarità di un permesso di soggiorno, tanto nel settore domestico, quanto nel settore delle imprese. Attualmente in Italia l'immigrazione ha assunto carattere strutturale nel sistema produttivo tendendo ad integrare la risposta che il sistema economico deve fornire alla progressiva perdita di forza lavoro. Anche in Italia, come in altri paesi soggetti a processi migratori, emerge come una delle principali cause di rischio per la salute sia la selezione operata dal mercato del lavoro che orienta la manodopera immigrata verso settori più a rischio e meno tutelati. Il presente contributo prende in esame un caso particolare: l'immigrazione cinese in Toscana.

  • COCCIA Marcella, Cultura, immigrazione e diritto alla salute , “Prospettive Sociali e Sanitarie”, XXXIV, 2004, n. 3, p. 11

    Quando si parla di mediazione linguistico-culturale (Mlc), verrebbe da pensare ad una persona che funge da interprete, in realtà il Mlc ha una funzione che va aldilà del mero interpretariato. La mediazione è un tipo particolare di comunicazione: il Mlc si colloca come un “terzo neutrale” nel triangolo che si viene a costituire. Esso deve saper intervenire nella comunicazione per riorganizzare la relazione, interrompendo i circuiti viziati da feedback negativi, e inscriverla in un processo comunicativo efficace. Questo tipo di comunicazione è caratterizzata dal fatto che i due soggetti principali della comunicazione appartengono a culture diverse e/o presentano un grado più o meno accentuato di differenza culturale che costituisce una barriera con cui bisogna scontrarsi se si vuole ottenere una comunicazione.