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A insegnare il " sesso sicuro " oggi ci pensa un videogioco
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insegnare il " sesso sicuro " oggi ci pensa un videogioco.
Lo ha annunciato un'istituzione britannica, che ha messo a punto un software "ad hoc".
Basta andare sul sito Internet www.supershagland.com e si è impegnati in una sorta di Super Mario Bros, dove bisogna guadagnare punti usando il preservativo nei rapporti sessuali con chi ci interessa, mentre perdiamo punteggio se si beve alcol, si investono monaci, suore o cani a passeggio.
Fino ad ora sono stati oltre 125 mila i giovani che si sono cimentati con il primo " safe sex game ", ricco di effetti sonori e visivi accattivanti, e, per una volta, anche piuttosto istruttivo.
Secondo un sondaggio, condotto dalla società che ha lanciato il videogioco, infatti, solo il 12% di chi si è connesso al sito considera sufficienti le campagne informative istituzionali. La metà dei primi contatti non si è limitata a giocare, ma ha visitato la sezione informativa sul sesso sicuro per almeno 3 minuti.
Un successo insperato tra i giovani, che hanno innestato il classico tam tam: " Il 90% dei ragazzi che hanno visitato il sito, infatti, lo ha poi consigliato agli amici, mentre il 48% ha dichiarato, in un sondaggio, di non voler avere niente a che fare, nella vita reale, con l'Aids e con le droghe ", ha spiegato Neil Almond, fondatore della K-Generation che ha sviluppato il gioco. " Si tratta di un esperimento che apre nuove frontiere nella comunicazione ai giovani dei temi dell'educazione sessuale ".
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Siti "anti-vaccini"
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Uno studio pubblicato su Archives of Disease in Childhood (vol. 87, pagg. 22-25) da ricercatori dell'Università di Sydney conclude affermando che circa il 50% dei siti Web che parlano di vaccinazione e immunizzazione, individuati con i più comuni motori di ricerca, sono in realtà siti "anti-vaccini", mascherati sotto la veste di siti scientifici ufficiali, ma che forniscono false informazioni. Gli specialisti hanno cercato le parole "vaccini" e "immunizzazione" in 7 motori di ricerca (Google, Netscape, Altavista, GoTo, HotBot, Lycos e Yahoo).
Mediamente tra i primi 10 siti individuati con la parola "vaccinazione", il 43% era in realtà "anti". Con Google addirittura tutti i primi 10 siti erano contro. Con la parola "immunizzazione" la percentuale di siti contrari era leggermente minore.
" Spesso - spiegano gli autori - questi ‘siti-anti' si presentano come legittimi, scientificamente credibili e danno numerosi riferimenti bibliografici" . In molti sostengono che le malattie infettive sono causate dalle abitudini e dallo stile di vita, mentre i vaccini sono velenosi, infettivi e responsabili di numerose malattie.
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www.diabete.it |
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Diabete.it è un portale dedicato alle persone con il diabete, ai loro familiari e a tutte le persone coinvolte o interessate da questa condizione.
È promosso dalla Associazione Medici Diabetologi , una Onlus a carattere scientifico che raccoglie i medici diabetologi italiani.
Obiettivi
Ha l'intento di aprire una 'antenna' che favorisca la comunicazione fra pazienti e Team diabetologici; aiutare le persone che si rivolgono a Internet per sapere di più sul diabete, fornendo loro informazioni scientificamente verificate, ed emotivamente ben calibrate e soprattutto scritte con un linguaggio per non esperti. La data dell'ultimo aggiornamento apparirà chiaramente sulla pagina.
Team redazionale
Diabete.it fa parte delle iniziative di AMD Comunicazione, una articolazione di AMD coordinata dal dr Luca Monge (direttore responsabile).
Il portale è coordinato dal Dr Luciano Carboni (direttore scientifico).
Del Team redazionale fanno parte i dottori: Donatella Bloise, Marina Cossu, Paolo di Bartolo, Luisa Mereu, Francesca Pellicano, Pier Luigi Sorichetti e Laura Tonutti.
Il team redazionale può, all'occorrenza, essere affiancato da esperti di settori specifici.
Tutte le persone citate sono Medici Diabetologi.
La redazione dei contenuti è affidata a In Pagina – Milano (Capo Redattore: Alberto Pattono).
Potete trovare ulteriori informazioni sul Team alla pagina:
http://www.infodiabetes.it/diabetologia/editoriale.asp
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Internet chiave universale |
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Un'unica " chiave " che permette ai medici di accedere a tutte le pagine Internet riservate alla categoria, digitando sempre la stessa username e la stessa password.
Grazie a Medikey, piattaforma universale di certificazione messa a punto da Edra i medici potranno registrarsi come utenti dei siti web a loro dedicati ottenendo, una volta per tutte, una sorta di passepartout per entrare nei portali di aggiornamento e usufruire dei programmi di Educazione Continua. EDRA informa che il nuovo strumento ha già raccolto l'adesione di oltre 55 mila professionisti.
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"Fondazione Bietti" on line |
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La Fondazione G.B. Bietti per lo studio e la ricerca in oftalmologia ha il suo sito internet, all'indirizzo http://www.fondazionebietti.it
Vi si possono trovare brevi descrizioni delle patologie oculari e l'indicazione di tutti gli esami diagnostici attualmente a disposizione.
" Con il nostro sito - dice Mario Stirpe, - ci proponiamo di contribuire a divulgare correttamente, a pazienti e colleghi, le più attuali conoscenze di clinica e ricerca nel campo dell'oftalmologia" .
fonte: Il Nuovo Medico d'Italia on line
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Cervello: deficit materia grigia causa dislessia |
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Ricercatori italiani hanno trovato che la dislessia è legata alla riduzione del volume di materia grigia in aree del cervello che servono per l'elaborazione del linguaggio.
È quanto riferito sulla rivista Neurology dal gruppo di Daniela Perani, del San Raffaele Vita-Salute di Milano, che ha esaminato soggetti con dislessia familiare mettendoli a confronto con individui sani. Le forme ereditarie della malattia risultano riconducibili a questi deficit di dimensioni e rendono ragione dell'utilità di alcune tecniche intensive di recupero che vanno a stimolare proprio le zone cerebrali più ridotte. La ricerca è stata eseguita col supporto dell'Associazione Italiana Dislessia. Le zone interessate da ridotti volumi di materia grigia sono il planum temporale, la corteccia temporale inferiore, il nucleo del cervelletto, porzioni del giro temporale. I ricercatori hanno usato una tecnica chiamata morfometria, basata sui voxel per determinare il volume di materia grigia nelle varie regioni cerebrali in modo più preciso di altri strumenti come la risonanza magnetica. Con la morfometria hanno misurato densità e volume della materia grigia, cioè la parte di tessuto nervoso che contiene i corpi cellulari dei neuroni, di 10 soggetti con dislessia familiare, cioè che avevano almeno un parente stretto a sua volta con dislessia o quantomeno con marcate difficoltà nella lettura, e 11 individui sani. Le anomalie trovate nei dislessici, sostiene la Perani, sono in accordo con i risultati di precedenti studi basati sulla risonanza, che mostravano come esercizi correttivi intensi determinassero l'attivazione di alcune porzioni del giro temporale, necessario per decodificare il linguaggio scritto. Questo studio, conclude quindi l'esperta, indica ancora una volta l'importanza di sottoporre i bambini colpiti da dislessia a cicli di allenamento intenso alla lettura.
(ANSA) - ROMA, 23 agosto 2004
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Medicina: Alzheimer, fare pulizia nel cervello aiuta malati |
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Fare pulizia nel cervello può servire a tenere la mente lucida per i malati di Alzheimer: è la promessa che arriva da test preliminari su 8 pazienti condotti negli Stati Uniti da Domenico Pratico, dell'università della Pennsylvania, che ha mostrato di poter rallentare il decorso della demenza senile purificando il cervello dall'accumulo di tossine, come isoprostani, e proteine aberranti la cui presenza è tipica nei malati. Come riferito sul Journal of Alzheimer's Disease , dopo un anno di trattamenti tramite il drenaggio del fluido cerebro-spinale, i malati non mostrano progressione dei sintomi come nel gruppo di controllo e il livello di certe tossine nel loro cervello è dimezzato. A un anno dall'inizio di questo studio pilota - spiega Pratico - i pazienti trattati con la tecnica di drenaggio rimangono stabili ottenendo gli stessi punteggi dell'anno precedente ai test cognitivi, gli altri mostrano riduzioni di performance del 20%. La tecnica, presa in prestito dalla cura di un'altra malattia, consiste nell'inserimento di una specie di catetere alla base del cervelletto. Lo strumento è in grado di pulire il fluido in maniera selettiva lasciando inalterata la sua composizione per quanto riguarda composti utili come lo zucchero, riserva energetica dei neuroni, e gli anticorpi per proteggere il cervello dalle infezioni. I pazienti trattati, precisa Pratico, non peggiorano mentre gli altri si', nonostante questi ultimi continuino a prendere i farmaci standard usati contro la progressione della malattia. I ricercatori sono intenzionati a continuare lo studio su un maggior numero di pazienti ed hanno già reclutato altri 100 volontari per la successiva fase di sperimentazione che comincerà a breve alla Stanford University.
(ANSA) - ROMA, 23 agosto 2004
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Fumo: OMS, nei giovani rischio infarto 5 volte maggiore |
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Sui pacchetti di sigarette dovrebbe figurare l'ennesimo avvertimento per la salute e a prestarvi attenzione dovrebbero essere soprattutto i giovani fumatori: il fumo aumenta di 5 volte la probabilità di un attacco cardiaco sotto i 40 anni d'età. Lo ha rivelato MONICA, acronimo per uno studio di monitoraggio internazionale sulle malattie cardiovascolari e i loro fattori di rischio, voluto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. I risultati di MONICA, che ha coinvolto persone dai 33 ai 64 anni reclutati in 21 Paesi del mondo, sono stati pubblicati sulla rivista Tobacco Control. Gruppi di ricerca di Nord America, Nuova Zelanda, Cina e Australia hanno esaminato ben 23 mila casi di attacchi cardiaci non fatali registrati tra il 1985 e il 1994. È risultato che nella fascia di età 35-39 anni, quattro vittime su cinque di questi eventi erano habituè delle bionde, rileva il coordinatore dello studio, Markku Mahonen, dell'istituto finlandese di sanità pubblica. Sempre in questa fascia di età, osserva Mahonen, rispetto ai non fumatori i maschi col vizio rischiano l'infarto cinque volte di più e per le donne la situazione è ancora più fosca. Facendo i dovuti conti, prosegue l'esperto, viene fuori che il fumo nei giovani adulti è un fattore di rischio che pesa sulla salute del cuore per il 65% negli uomini, per il 55% nelle donne. Il fumo conta meno col passar degli anni come fattore di rischio per il cuore, spiega ancora Mahonen. Alla luce di questi risultati è evidente che i giovani dovrebbero pensare meglio alla scelta di perpetuare il proprio vizio, avverte Mahonen, infatti se è più difficile per loro fare i conti col pericolo fumo considerando gli effetti a lungo termine delle sigarette, ora è possibile ragionare anche in termini di effetti immediati. Servono dunque campagne anti-fumo mirate per i giovani che devono capire come il pericolo li attenda non solo nel loro futuro ma che sia già nel loro presente.
(ANSA) – ROM A , 24 Agosto 2004 |
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